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Pinocchio non dice le bugie
Federica, in occasione di un incontro letterario, espone agli alunni di una scuola primaria il suo ultimo racconto. In esso viene narrata la storia di Francesco, un bimbo vittima della violenza di una maestra e della scarsa attenzione di una mamma sin troppo occupata a nutrire la propria apparenza. Il piccolo lamenta gli atteggiamenti scorretti che subisce, ma non viene creduto. Dopotutto, è soprannominato “Pinocchio”, alla stregua del burattino bugiardo. Sarà davvero così? O, piuttosto, le sue menzogne non rappresentano le urla di aiuto verso un universo distratto e diffidente?
Per sentito dire
Don Carmelo Pafumi è un Giudice Delegato che vive a Linguagrossa, ai piedi dell’Etna. Impegni istituzionali lo chiamano spesso a Palermo e Catania dove ha intrecciato una fitta rete di relazioni con i principi di Palagonia, con il principe di Colle Reale, con il barone Voces e con diversi colleghi magistrati. Sono anni di instabilità politica e sociale. La benevolenza borbonica viene minata dalla paura che l’esempio della rivoluzione francese possa diffondersi sull’isola come il colera. Gli intrighi della corte napoletana, manipolata con efficacia dal politico britannico sir John Acton, riducono progressivamente lo spazio vitale del governo dell’isola. La morte improvvisa del viceré Francesco d’Aquino spegne le speranze di quelle menti illuminate che si riconoscevano nei princìpi libertari e riformisti e che si incontravano segretamente nella loggia massonica palermitana. Qui, oltre a Francesco Carelfi, segretario particolare del viceré, don Carmelo aveva incontrato l’abate Saverio Scrofani, il giudice Francesco Paolo Di Blasi e Tommaso Natale, ministro del tribunale del Real Patrimonio.
Ruggine e gelo
Alcune vite sono sospese tra l’ordinario e il diverso come quella di Emily Dickinson. Sedotta dalla biografia di Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson – L’alfabeto dell’estasi, l’Autrice ha immaginato una Emily siciliana che vive alle falde dell’Etna, nell’era fascista. La sua Elena-Emily è una donna brillante, s’impone con la sua silenziosa presenza al centro di un turbine di passioni e il suo breve passaggio sulla terra lascia una traccia indelebile.
Tracce di desiderio
La vita è un lungo inesausto inseguimento di qualcosa o qualcuno. Può essere la donna o l’uomo amato, l’idea di libertà, conoscenza, nuovi incontri, vendetta, successo o, semplicemente, di quella scintilla che aiuti a superare paure e rimpianti. Alla fine restano incrinature invisibili, piste che tracciano la mappatura di un anelito segreto: tracce di desiderio.
Conquiste a caro prezzo
Nello scrivere questo libro ho fatto una scommessa con me stessa, non credevo di esserne capace. Non sono una letterata, anche se amo leggere e ho molti libri. Ho osato, mi sono misurata col mio coraggio e ho messo a nudo la mia anima. Tutto questo ha contribuito a rendermi migliore, serena e in pace con me stessa, pace che ho conquistato piano piano, con costanza e con la certezza che, prima o poi, sarebbe arrivata. In questo stadio della mia vita ho imparato a vedere con distacco la mia età, mi sento ancora come un’adolescente con tanta voglia di scoprire, conoscere gente, acquisire interessi nuovi e sognare.

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