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Multinazionali contro democrazia: evitare il buco nero
La democrazia rappresentativa non sta precipitando spontaneamente, per evoluzione naturale, verso l’equivalenza metaforica di un buco nero, ma lo fa sotto la spinta di circa cinquecento multinazionali, il cui potere economico sovrasta quello politico delle sue istituzioni. Gli astronomi ritengono, secondo l’ultima teoria dell’evoluzione stellare, che il buco nero sarebbe l’ultimo stadio dell’esistenza di una stella di grande massa. Proseguendo nella metafora: l’ultimo stadio di grandi soggetti politici quali sono state le democrazie rappresentative.
Riformare il mondo
Chi è Filippo Tommaso Marinetti? Politico non di professione, agitatore, talentuoso sloganista. Leader di una corrente culturale che offrirà il meglio di sé con la pittura. Darà il “la” a una serie infinita di dibattiti, esclusivamente col titolo delle opere: Uccidiamo il chiaro di luna, Guerra sola igiene del mondo, Come si seducono le donne. Il contenuto sarà noto a un numero esiguo di studiosi. Con gli undici punti del Manifesto del futurismo inaugura una corrente artistica. Vuol svecchiare arte e cultura, “macchinizzando lo spirito”, adattando ritmi e ritualità al motore di un aeroplano o automobile (sostantivo maschile).
Matasse di memoria
Matasse di memoria è un racconto autobiografico in forma di diario che documenta gli eventi realmente vissuti da una giovane donna e dalla sua famiglia. L’autrice narra in prima persona alcune vicende legate alla grave malattia – linfoma non Hodgkin – diagnosticata al suo compagno di vita, padre dei loro tre figli ancora molto piccoli. Ne scaturisce una trama densa, che raccoglie i dettagli scientifici relativi al percorso di stadiazione e al protocollo terapeutico, ma è anche arricchita da considerazioni sentimentali, espressioni di paure, ansie, difficoltà materiali, preghiere rivolte al Cielo. La lotta al tumore, la sofferenza del corpo, l’imbarazzo di spiegare ai più piccoli, la Fede con le sue domande prive di risposte, alcuni feedback del passato di una vita che si immaginava diversa, la gioia immensa per l’avvenuta guarigione costituiscono alcuni dei tasselli di un’opera viva ed emozionante, in cui l’introspezione dell’io perviene alla sua unica e più profonda autoaffermazione: quella di aver semplicemente amato senza condizioni.
Abracadabra
Una ciurma di pirati, un gattino randagio, il folletto Hans e Leandro, l’uomo che ingoiava i ranocchi, sono i personaggi delle quattro favole raccolte in questo libro, il cui vero protagonista è il trionfo dei valori e dei buoni sentimenti.
All'alba i ricordi odorano di burro
Andrea vive e lavora nel paese dove è nato, alle pendici dell’Etna. Nel giorno della ricorrenza della morte del padre, riaffiorano in lui come in un sogno, in un viaggio a ritroso, i ricordi di quel lontano periodo della fine degli anni Settanta, quando per una telefonata occorreva fare la fila davanti a una cabina telefonica. Sulle ali della memoria, egli passa in rassegna le vicissitudini che precedettero quel triste evento, dall’amore tumultuoso per una ragazza siciliana al viaggio avventuroso in treno e al soggiorno in Francia; dall’incontro con una ragazza normanna all’approdo in Normandia, fino alla grave malattia del padre e al conseguente ritorno in Sicilia che lo richiamerà a una realtà fatta soprattutto di rinunce, delusioni e rimpianti. In appendice al romanzo le ricette dei piatti della cucina italiana e francese citati nell’arco di tutta la narrazione.
La perfezione del cerchio
Una saga famigliare, dalla metà dell’800 sino al 1975, una storia fatta di tante storie staccate, capitoli che descrivono vicende, le più diverse possibili, di uomini e di donne, in un tratto della loro esistenza, senza un nesso preciso, senza una conclusione immediata, vicende che si svolgono in Sicilia, ma anche in Inghilterra, Egitto, Parigi, Genova. Racconti di incontri, di amori, di vita e di morte, di personaggi che ruotano attorno alla stirpe dei baroni di Calatrazza. Storie staccate che però s’incamminano verso una meta che solo in ultimo appare unitaria. Infatti, nella parte terza tutto trova una spiegazione, una giustificazione e il mosaico viene composto per dare vita a un finale sorprendente.
Rinascite
«In ogni racconto l’autrice cattura ciò che le sta intorno coi suoi ricettori di sensibilità, lo traduce in sensazioni e lo trascrive in esperienze, piccole e quotidiane interferenze della vita che risiedono negli oggetti di uso comune («Sorridevano la pentola sul fuoco e il vapore che sfuggiva dal coperchio»), nei mezzi di trasporto, nella cattiveria degli uomini, nelle aspettative riposte nei sogni (l’esempio più alto è forse Arrivederci Roma)». (Dalla Prefazione di Davide Grittani)

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