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Il Libro del Cinquecento. La Maledizione
Un uomo ritrova un antico volume in una stanza d’albergo ma, appropriandosene, si renderà conto di avere innescato qualcosa di terribile. Un ordine di frati francescani custodisce da secoli un oggetto estremamente pericoloso all’interno di una grotta, con il quale nessuno dovrà mai venire in contatto. La Santa Sede invia in Sicilia un alto prelato, esorcista e studioso di demonologia, per svolgere delle indagini che lo condurranno a spostarsi in diversi punti dell’isola. Un giovane sacerdote prenderà in custodia un antico libro che, a detta di molti, è maledetto. Quale oscuro potere si cela nel terribile Libro del Cinquecento? E chi o cosa lo potrà fermare?
La caduta e il distacco
«Questo aureo libro pone ancora una volta in evidenza la straordinaria intelligenza critica di Roberto Carifi, poeta tra i più importanti del panorama nazionale, ma pure, come è noto, finissimo saggista che ha scritto pagine bellissime sulla poesia e su autori decisivi della scena europea, da Rilke a Celan, da Lévinas a Jabès, da Kafka a Heidegger, da Hölderlin a Nietzsche, ecc., per non dire di scrittori italiani come Piero Bigongiari, la sua illuminante guida. Una rilevanza teorica quella di Carifi testimoniata dai numerosi studi da lui compiuti, che sconfinano dalle questioni filosofiche a quelle psicoanalitiche, dal pensiero dei mistici e alle esperienze del divino alle istanze religiose e trascendentali, dalle riflessioni sulla poesia alle implicazioni della lingua poetica, fino all’esame dei ‘movimenti’ poetici, a iniziare dalla ‘corrente’ denominata ‘La parola innamorata’, analizzata nel libro Il gesto di Callicle del 1982, quindi la disamina sui singoli poeti (Luzi, Porta, Mussapi, Viviani, Conte, ecc.), infine le traduzioni, basti ricordare la Madame Bovary di Flaubert, la Fedra di Racine, Il canto degli alberi di H. Hesse, Il contratto sociale di J.J. Rosseau, e ancora Rilke, Prévert, Brussel, Trakl, Veil, ecc.». (Dall’Introduzione di Loretto Rafanelli)
Gli ultimi parlano
Un pediatra e diverse storie: il filo rosso che lega le pagine di questo libro non è il semplice rapporto medico-paziente, ma l’umanità che trasuda dalle vicende raccontate in una narrazione intensa, toccante e piena di significati, che a tratti attinge alla dimensione autobiografica dell’autore, restituendoci le cifre di un’esperienza, le tracce di una vocazione. Il vissuto è la fonte che nutre questi racconti: vere e proprie parentesi esistenziali che riconducono il lettore alla realtà del quotidiano, delle sue ferite, dei suoi dilemmi, delle sue crisi. Situazioni che spesso generano scelte sofferte e radicali, che impongono definitive prese di coscienza. Dietro ciascuno dei piccoli ai quali il protagonista si avvicina si delinea la mappa di una famiglia e di una società intaccate nei loro valori e nelle loro antiche promesse. La parola attenta e partecipe di Flavio Prestifilippo li restituisce con perizia e con indimenticabile adesione.
Dialoghi con Yusuf
Il nobile cristiano Antemio incontra in un campo di prigionieri arabi uno di essi, Yusuf, i cui interventi risultano particolarmente distaccati e originali. Antemio resta colpito e comincia a sollecitare il parere del suo interlocutore su alcune questioni di fondo, su cui appare evidente che attende ansiosamente risposta. Qualche mese dopo, Yusuf si presenta di nuovo come ambasciatore e i due si incontrano e si intrattengono con grande affabilità. Intanto, sinistri preparativi di guerra echeggiano all’intorno. Ma il dialogo tra i due non si interrompe e idealmente dura fino a oggi.
Quanto dura un tramonto
Quanto dura un’emozione? Quanto un sospiro che dà vita alla vita? Dodici racconti ci descrivono dodici modi diversi, eppur così vicini, di leggere la stessa immagine. Per capire, o cercar di capire, quanto possa veramente durare un tramonto.

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