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Il cuore nero della Sicilia
Una donna che ha subito una violenza carnale si rivolge alla Guardia di Finanza, coinvolgendo il maresciallo Luca De Silvestri in un’inchiesta che da subito appare poco ordinaria. Dietro lo stupro si aprono, infatti, inquietanti scenari collegati all’usura, alla mafia e alla mentalità omertosa e ipocrita della società, con direzioni investigative che trascendono i compiti abituali di un Reparto delle fiamme gialle. Insieme alla sua squadra, De Silvestri imbastisce una delicata indagine, muovendosi sul precario confine tra procedura e improvvisazione. Parallelamente, il maresciallo affronta la sfida di un nuovo amore, dopo anni di apatia sentimentale e disillusione nei confronti dei rapporti umani. Il cuore nero della Sicilia, ambientato tra Enna e Catania, è un giallo contemporaneo, senza eroi e senza lieto fine. Una radiografia dei visceri dell’isola più bella del mondo.
La festa di matrimonio
La vicenda si svolge su due livelli lontani nel tempo e nello spazio. Il primo livello – quello principale – vede in scena il commissario Battaglia il quale, mentre indaga su un misterioso omicidio, si imbatte in una vecchia corrispondenza d’amore. Battaglia, a causa di una promessa fatta, prende a cuore la vicenda delle lettere e decide di scoprire chi erano i giovani amanti e cosa stavano progettando. Il secondo livello della narrazione prende avvio dalle vicende di due ragazzi, Hans e Libera. Hans è un giovane della DDR che, tre giorni prima della costruzione del muro di Berlino, riesce a scappare da Berlino Est. Libera è una giovane siciliana che si trasferisce a Milano per studiare Filosofia; qui entra in contatto con alcuni operai della Pirelli e con gli ambienti rivoluzionari dell’estrema sinistra. Alla fine le due vicende si intrecciano strettamente in un unico grande filone narrativo.
Il circo, la mia vita
Liliana Bizzarro si presenta sotto un profilo più personale, ricordando gli affetti che l’hanno riguardata e coinvolta in prima persona. Ricco di aneddoti, il testo assume una veste particolarmente accattivante, capace di destare l’interesse del lettore fin dalle prime pagine.
Il conte Fuitondo e altre storie
I testi di questo libro nascono spesso per caso. Il “mondo-classe”, officina magica, è il luogo ideale nel quale un docente può sperimentare nuove e vecchie strategie di scrittura. È un gioco che nasce maliardo e che, come una palla di neve, cresce fino a trasformarsi in storie e racconti. Il fine è quello di coinvolgere discenti, spesso distratti, a cimentarsi con la letteratura e la scrittura in genere. Unico filo conduttore la fantasia che, mettendo insieme nomi e cognomi dell’appello di diverse classi, è libera di planare tra delfini, contesse, monasteri, merli, gatti umanizzati e cucuzze d’oro.
Specchio delle mie trame
«Il titolo è sì un richiamo di assonanza con la ben nota espressione interrogativa della matrigna di Biancaneve, “… specchio delle mie brame…”, ma sfrutta il calco fono-linguistico per farne una trasposizione semantica. Così lo “specchio magico” della fiaba diventa la scrittura poetica stes- sa che riflette e riproduce non le “brame” ma le “trame” – naturalmente da non intendere nell’accezione negativa di intrighi e macchinazioni – tessute dall’“io” poetico elaborando la materia prima del proprio vissuto. Del resto, cos’altro è un testo letterario se non un vero e proprio “tessuto”, come suggerisce la stessa origine etimologica latina (textus, participio perfetto di texo: tessuto/testo)». (Dalla Prefazione di Antonio Di Mauro)
Io con me
Le pagine di questo libro, come autoritratti dell’Autrice, sono sintetiche ma ricche di significato. Un'introspezione in un periodo privo di luce. Un insieme di riflessioni ed emozioni che, almeno una volta nella vita, ci accomunano tutti.

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