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Il tuo sguardo lontanissimo
Salvo Salerno rilegge il mito e lo restituisce modernissimo. Dei ed Eroi sono ancor tra noi. Non sempre ce ne accorgiamo. Siamo distratti e trascuriamo di comprendere la natura delle cose. è il rapporto di antecedenza e conseguenza, il processo naturale, ciò che apre la possibilità all’arte di imitarla. Sebbene la coincidenza di forma e finalità sia, nella natura, un elemento più evidente e immediato, questa identità non può nascondere che, al pari di quello artistico, anche il processo naturale non è unilineare e diretto, ma deve fare i conti con la necessità e piegarla alla sua intenzione, trasformandola così in necessità ipotetica. La materia pone alla natura vincoli, asperità che possono distrarla dal suo fine. Il passato assoluto secondo la terminologia di Goethe e di Schiller è l’oggetto dell’epopea descritta da Salvo Salerno in questa sua opera originale e complessa. Non facile, ma sorprendentemente avvincente. Il presente nella sua incompiutezza, come punto di partenza e centro di orientamento artistico e ideologico, è un grandioso sconvolgimento nella coscienza creativa dell’uomo. Bisogna riannodare i fili del tempo in un’esegesi critica dei punti di partenza per ridare senso al divenire. È forse la preponderanza dell’elemento epico una necessaria supplenza alla crisi del momento soggettivo consapevole nella nostra era? Salerno ci conduce, attraverso una complessa ma piacevole lettura, tra sogni e miti della nostra civiltà. (Luigi Amato, docente di Estetica, Accademia di Belle Arti di Palermo)
Le cronache di Van Helsing - Frankenstein (Parte Seconda)
Germania, 1987. L’indagatore Adrian Van Helsing è ingaggiato per investigare su alcuni macabri ed inquietanti eventi che turbano la vita di una anonima cittadina tedesca. In una plumbea atmosfera, le indagini porteranno il protagonista a confrontarsi con gli oscuri segreti della famiglia Frankenstein, dietro cui si cela la perversa ambizione a voler sfidare i confini della vita. Una vicenda cupa in cui Van Helsing si ritrova a fronteggiare non solo la disumanità, ma anche il drammatico dualismo che vede contrapporsi da un lato il proprio passato, dall’altro la corrotta visione familiare di un uomo vittima del suo retaggio.
Il meglio è passato
Trent’anni di politica catanese raccontati grazie a testimonianze, documenti, articoli, libri, verbali, delibere, oltre alla conoscenza diretta di fatti e personaggi. Una ricostruzione meticolosa e obiettiva, necessaria in una città condannata alla damnatio memoria, per conoscere, attraverso una rigorosa sequenza cronologica, quel che è realmente accaduto e cercare di capire perché Catania, nonostante i tentativi, al di là delle apparenze, sia rimasta fortemente e caparbiamente ferma alla Prima Repubblica.
Detti celebri delle mamme sicule
Se non ci fossero le madri sicule bisognerebbe inventarle. Sono loro a dirimere e governare le esistenze di figli, mariti, congiunti più prossimi. Nel farlo, oltre ad avvalersi di oculate strategie, non disdegnano il ricorso alle loro celeberrime frasi a effetto, delle quali si troverà ampia e doviziosa disamina nelle pagine di questo libro. Poco importa se tanta solerzia generi a volte disorientamento nei destinatari: come disse Machiavelli, il fine non giustifica i mezzi?
La Sicilia nel cuore
La Sicilia è donna. Donna come la leggenda che narra abbia preso il nome da una giovinetta figlia di un re del Libano al quale era stato predetto che, compiuti sedici anni, sarebbe stata divorata da un terribile mostro. Per salvarla, il padre la mise in una barca e la lasciò andare in balìa delle onde che la portarono in un’isola meravigliosa. La Sicilia è donna, come la testa della Gorgone che è il simbolo della sua bandiera e come le tante donne che ogni giorno in silenzio, con grande dignità, studiano, lavorano, accudiscono i propri figli e portano avanti la cultura dell’eguaglianza, del rispetto delle diversità e delle reciprocità.
Oltre gli sguardi
Il professor Cosentini insegna Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Tarchiato, amante del sigaro e delle bretelle, ha sofferto in passato di una malattia che oggi lo vede costretto all’uso delle stampelle. A un anno dalla meritata pensione, decide di lanciare un’ultima sfida ai suoi laureandi, andando ancora una volta contro il preside Rossetti e i suoi metodi anteguerra: per ottenere la borsa di studio che sosterrà il più meritevole a intraprendere il dottorato, i suoi allievi dovranno svolgere una ricerca basata su un’esperienza personale che abbia come tema fondante la diversità. Il vero obiettivo del professore, in realtà, è quello di suscitare nei suoi giovani studenti una riflessione che li aiuti a superare le barriere del pregiudizio nei confronti dell’altro. Solo chi avrà dimostrato di aver compreso appieno l’ultimo insegnamento dello stravagante docente potrà ricevere il sussidio.
Quattro nodi in un campo di papaveri
Attraverso i simboli e le storie antiche raccontate attorno al fuoco, attraverso le fiabe e i miti, l’autrice affronta il delicato argomento dell’abuso e della violenza. Le fiabe possiedono il grande potere di consegnarci un messaggio, ma anche quello terapeutico di trasformazione. È così che le esperienze reali vengono orchestrate dai personaggi fantasiosi della narrazione e consegnati al lettore: “Hansel e Gretel”, i bambini poveri di nutrimento d’amore e protezione, esposti al rischio dell'adescamento e dell'abuso, “La Fanciulla Senzamani” che ci racconta della difficoltà di alcune donne ad afferrare ciò che di buono la vita offre loro e a lasciare andare ciò che non lo è, “Barbablu” che ci insegna a scappare lontano da relazioni dannose e malate, la “Sirenetta” che, pur di amare, rischia di tramutare in schiuma del mare la propria identità, messa a tacere e sgretolata, troppo spesso, da stereotipi e disvalori appartenenti a un contesto sub-culturale, quello dai significati capovolti che vanno riordinati attraverso un assetto legislativo e una rivoluzione del pensiero e della responsabilità etica del linguaggio. Ma questo è anche un libro che parla d’amore, perché la relazione più importante della nostra vita è quella che abbiamo con noi stessi e l’amore autentico, quello che non ci chiederà mai di perdere la nostra identità, piuttosto ci aiuterà a ritrovarla, ci condurrà all’immagine migliore di noi, affinché ognuno possa scegliere il lieto fine della meravigliosa fiaba che è la propria vita.

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