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Itinerari nel cinema
Il volume raccoglie una serie di testi, ordinati cronologicamente, che esemplificano le varie fasi delle ricerche sul cinema, sul suo linguaggio e sulla sua storia, effettuate dall’Autore dai primi anni ’60 a oggi, riproponendo nella prima parte esempi di analisi di alcuni film classici della storia del cinema, per proseguire poi nella seconda con saggi su aspetti, problemi e personaggi del cinema muto italiano. Si ricostruisce così un percorso di ricerche in territori importanti ma poco frequentati dalla storiografia ufficiale, che nei primi anni ’80 hanno fatto conoscere e apprezzare Bernardini come un protagonista del rilancio, in Italia e nel mondo, degli studi storici sul cinema delle origini e sul cinema muto del nostro Paese.
Gorbaciov ti voglio bene
Roma, 13 giugno 1984. Giancarlo, promettente giornalista pugliese, si reca nella Capitale per scrivere un pezzo sui funerali di Enrico Berlinguer. Durante un’intervista a Michail Gorbaciov – presente per l’occasione – incontra la bella Irene, traduttrice e sua conterranea, e ne rimane ammaliato. Tra i due giovani nasce pian piano un forte legame, solidificato dalle stesse idee politiche e da un’intensa attrazione. Irene sente di potersi fidare di Giancarlo e, trascorso un po’ di tempo, decide di confidargli la sua tragedia familiare. Sua sorella, molti anni prima, scompare durante la festa del paese dedicata alla Madonna dei sette veli; le indagini della polizia rivelano poco e niente dell’accaduto, i più pensano a un rapimento da parte di una setta finché si arriva a scoprire qualcos’altro di inimmaginabile.
L'esilio sahrawi
Piccole, grandi storie che testimoniano quanto viva e poco conosciuta sia a volte la solidarietà di tante persone… Sogni e speranze possono anche realizzarsi se si crede in un progetto con determinazione e impegno. Nella mia esperienza descritta in questo libro la relazione diretta con le persone è stata fondamentale, cruciale, la chiave di tutto. Pensavo di mettere in campo una qualche forma di solidarietà verso i Sahrawi, ma molto ho ricevuto da essi. Su tutto hanno prevalso l’incontro e l’accoglienza reciproca. La mia vita ha incrociato quella di Salem, Brahim, Ahmed, Omar e di tanti altri. Pensavo stessi dando loro qualcosa, ma mi sono presto accorto che mi veniva restituito molto di più, attraverso la loro forza, la loro determinazione o, semplicemente, attraverso la loro umanità. La relazione con tanti amici stranieri e italiani mi ha insegnato molto, mi ha maturato, mi ha cambiato. (L’Autore)
Gli occhi del cuore
«Tempesta d’amore: amare, donare, colmare, passione, turbinio del cuore, sentimenti ed emozioni emergono nei versi di Mariangela come cime innevate tra luci e ombre, desiderio e respiro di vita. L’animo è come un mare impetuoso e profondo, abissi, scandaglio, ricordi, desideri, cupi silenzi segreti, forti vibrazioni e battito d’ali spezzate, sussulto d’amore, voce dell’anima e nuovi orizzonti. […] Per Mariangela la poesia è un rifugio, nutrimento della propria anima, parole dettate dal cuore, trasferite in un foglio di carta». (Dalla Prefazione di Carmen Arena)
Biscariopoli
Biscariopoli, perché la storia del porto della città di Catania è intrecciata irrimediabilmente con quella della sua classe aristocratica e amministrativa. Gli studi raccolti in quest’opera tracciano una rotta utile per comprendere i motivi che da un secolo all'altro hanno contribuito a privare Catania del suo mare e di un porto all’altezza delle sfide della contemporaneità. Tino Vittorio elabora una filosofia politica del mare (Maritorio); Daniele Cavallaro racconta la storia del porto-gebbia in età moderna; Gianluca Vittorio affronta i velletarismi portuali del primo Novecento; Angela Bruno raccoglie le testimonianze di portuali, universitari, ingegneri, spedizionieri e pescatori.

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