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Eravamo felici
Eravamo felici è la narrazione autobiografica di un dolore forte e devastante, la morte di Giuseppe, un giovane papà, raccontata attraverso le parole e i pensieri, gli accadimenti e gli stati d’animo, di Caterina, la figlia di quasi otto anni. La narrazione riferisce di tutto ciò che la bambina realmente dice, vede, pensa, si domanda e poi domanda in quei tragici giorni. Un viaggio interiore che la piccola Caterina è costretta a fare alla ricerca delle prime difficili risposte alle grandi questioni della vita e che rappresenta, allo stesso tempo, il percorso che ogni bambino si trova ad affrontare in circostanze analoghe. Aver cura di chi resta. Pensieri a margine è una breve riflessione di pedagogia del dolore che completa la narrazione.
Le parole che non mi hai detto
Possono due universi opposti arrivare a toccarsi e a intrecciarsi in maniera indissolubile, nonostante le circostanze della vita e indipendentemente dalle loro stesse volontà? E. ed L. non potrebbero essere più diversi per modo di vivere, esperienze passate, desideri per il futuro. Eppure il destino li mette l’uno sulla strada dell’altra in maniera inaspettata e inevitabile ed entrambi vengono travolti da sentimenti che appaiono subito incontrastabili, nonostante ogni tentativo di controllo, nonostante la paura che risale da un passato sofferto, nonostante la volontà di resistere per preservare equilibri faticosamente ricomposti e progetti da tempo immaginati. L’orgoglio, il dolore, il tempo, la distanza, il silenzio possono davvero separare chi si appartiene da sempre, pur senza saperlo?
La vera storia di Dubliner Lurk
Una comune delusione amorosa. Il dolore che esplode nell’animo complesso e sensibile del protagonista, Dubliner Lurk detto “Dub”. Dalla sua scelta iniziale, tragica eppur banale di suicidarsi, fino a uno “spostamento” interiore, del tutto inatteso, che cambia le carte in tavola. Morire non basta più, Dub vuole andare oltre: conoscere il delirio, la sofferenza che consuma, sperimentare paradossali esperienze allucinatorie che, al di là delle iniziali intenzioni autodistruttive, sfoceranno in uno straordinario viaggio del protagonista attraverso se stesso, tra visioni, suggestioni e rivelazioni, alla scoperta di un inopinato Sé. La Vera Storia di Dubliner Lurk rappresenta, per molti versi, un’originale rivisitazione contemporanea del concetto di “romanzo di formazione”.
Ci rifaremo vivi
Morti più vivi dei vivi, vivi più morti dei morti, questa l’umanità variegata che anima le pagine di Ci rifaremo vivi. Mariti da cui si attendono notizie dall’aldilà, mogli che si ripresentano sotto forma di ectoplasma, padri e zii defunti che si divertono a rifilare ai parenti l’ennesimo tiro mancino, abiti da recapitare tramite corrieri improbabili, scomode ceneri da smaltire, conti bancari traditori, profittatori esoterici di splendide vedove e molto altro ancora per raccontare come esistenza e trapasso rappresentino facce della stessa medaglia. I proverbi non sempre sono infallibili: davvero chi muore giace e chi vive si dà pace?
Spazi espositivi della città di Catania
I contributi in cui il testo si articola evidenziano significativi scenari delle complesse funzioni che svolgono i musei e le profonde relazioni che li legano al territorio, riscoprendo e riannodando al contesto e alla missione perseguita opere contemporanee e testimonianze storiche. Seguendo approcci metodologici diversi, espressione delle differenti competenze, gli autori propongono il rilancio del ruolo delle istituzioni museali in modo da farne nodi strategici nei processi di conoscenza, di educazione al patrimonio e di formazione alla cittadinanza attiva, in linea con indirizzi consolidati nella museologia contemporanea.

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