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Sciarada macabra

13,30
«Un libro originale, assoluto, già pronto a entrare nella tradizione delle grandi storie di fantasmi» (Alda Teodorani)

Sixty

11,40
“Come avevano fatto a rintracciarla così presto, nonostante tutte le precauzioni prese dalla polizia?”

Ho scoperto l’acqua calda. La mente può volare

9,50
Un libro che suggerisce la ricerca interiore, senza che il lettore debba azzerare le proprie fonti, ma aggiungere alle stesse un metodo diverso.

Il capotreno

9,50
«Sono convinto che l’esistenza di ogni individuo sia programmata fin nei minimi particolari.»

Troparium de Catania

15,20
«L’esordio letterario di Roberto Bolelli è un ricco affresco storico carico di vita e di musica. […] Troparium de Catania è un accattivante giallo che, parallelamente all’indagine sui misteri di efferati delitti e sette segrete, fotografa uno spaccato di vita della Sicilia orientale.» (Paolo Fresu)

Fuoco spento

13,30
Adesso non c’era più nessun rumore intorno a sé. Non c’erano nemmeno i colori e gli odori. Sembrava di trovarsi in una bolla. Solo il cellulare pareva impazzito. Non smetteva di trillare. Ne era certo: ormai sapevano.

Un angelo caduto in volo

17,10
Una vicenda che parte dalla tragica morte di un ragazzino e si dipana, dieci anni dopo, sullo sfondo delle agitazioni studentesche sorte anche a Catania sull’onda del ’68. Un romanzo con una “colonna sonora” costituita dalle numerose citazioni di famosi brani musicali dell’epoca.

Sulfur. Siamo tutti blu

14,25
“Chi intenda vomitar via qualcuno o qualcosa, non ne punirà di certo la tiepidezza. Al contrario, ne casserà la Resilienza, l’Opposizione Sacra, il Rifiuto, la Disobbedienza alla volontà pazza travestita da Maestà Somma: la Maestà di Colui il quale, in verità, di eccellente respira solo sterminata Arroganza. Non altro. Il tiepido, dopotutto, è un servo, e serve: perché mai vomitarlo? Spruzzar via, piuttosto, chi sia padrone di sé: ecco la regola”.

Il Circolo di Conversazione

9,50
«E allora per le campagne qui attorno, nelle masserie, tra i pastori cominciarono a circolare strani individui, forse campieri, facce che non si erano viste mai, non erano di Viglianesi. Prima delle elezioni passarono a setaccio, metro per metro, tutta la zona e parlarono a voce bassa tra loro e a voce bassa con la gente. Venivano a cavallo con la doppietta a tracolla bene in vista e poi se ne andavano silenziosi come erano arrivati, ma le donne, quando si allontanavano, si facevano il segno della croce».

Il dottor Ultima Spiaggia. Racconto di un miracolo lavorativo

11,40
«Ecco chi è lui: un amico, un padre a cui puoi confidare quello che a un genitore non diresti mai; un dottore da cui si va volentieri. Ci si vede poco, ma con un abbraccio, non ho mai capito come fa, anche solo per un attimo, è in grado di riparare tutte le ferite che ho addosso». (Martina)

La bambina dai capelli finti

15,20
“Erina a quel punto notò delle strane occhiate d’intesa fra i quattro uomini e anche dei curiosi sorrisi. Ebbe una oscura sensazione simile a quella di un piccolo animale selvaggio che, nato da poco, non sa quasi nulla della vita e tuttavia, per puro istinto e non si sa come, fiuta nell’aria il pericolo…”